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Il potere della conversione
Testimonianze di convertiti da Padre Pio  
 
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Chi avrebbe mai potuto immaginare, nel maggio del 1887, che il bambino nato a Pietrelcina in Campania sarebbe passato alla storia come una delle figure più straordinarie nella storia della Chiesa?  
 
Il piccolo Francesco Forgione, figlio di contadini del luogo, intuì la sua vocazione all'età di dieci anni e a quindici iniziò il noviziato nell'Ordine dei Cappuccini. Ricevette l'abito francescano e il nome religioso di Pio in onore di San Pio V, patrono di Pietrelcina. Nel 1907 pronunciò i voti monastici solenni e tre anni dopo fu ordinato sacerdote.  
 
Nel 1916 fu colpito da una gravissima malattia, ma guarì e fu trasferito nel convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo in Puglia, dove rimase fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta nel settembre 1968. Molto è stato scritto sulla sua straordinaria missione, ma non è questo l'argomento qui.  
 
Quanto segue è tratto dal libro "Il potere della conversione" di Wojciech Roszkowski, Editrice Biały Kruk.  
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Testimonianze di convertiti da Padre Pio

 
Parleremo di tre persone che hanno incontrato Padre Pio e hanno vissuto conversioni straordinarie grazie a lui.  
 
L'avvocato Cesare Festa era massone, membro della Gran Loggia d'Italia ed editore del quotidiano Il Caffaro di Genova. Nel marzo del 1921 decise di recarsi a San Giovanni Rotondo per “smascherare” Padre Pio.  
 
Vedendo Festa tra la folla, Padre Pio, che prima non lo conosceva, gli si avvicinò e gli chiese: “Cosa ci fa in mezzo a noi? Lei è un massone". Prese per mano l'uomo di legge e gli raccontò la parabola del figliol prodigo. Sorpreso e confuso, Festa si inginocchiò davanti a Padre Pio, poi si confessò, quindi tornò a Genova e annunciò pubblicamente la sua conversione.  
 
Ciò causò grande scompiglio nella comunità laica. La Gran Loggia d'Italia dichiarò che il ritiro di Festa era un tradimento degli ideali massonici. Dopo qualche tempo Festa ritornò a San Giovanni Rotondo ed entrò nel Terz'Ordine Francescano.  
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Italia Betti nacque in una famiglia cattolica tradizionale. Dopo il liceo, completò gli studi in matematica e fisica e iniziò a lavorare presso un liceo di Bologna.  
 
Mentre era ancora studentessa, era rimasta affascinata dagli insegnamenti di Marx e divenne una comunista fanatica. Aderì al Partito Comunista Italiano e si batté con zelo per la rivoluzione.  
 
Manifestò particolare ostilità nei confronti della Chiesa cattolica. Proclamò la necessità di privare la Chiesa dei beni materiali e di nazionalizzare scuole e orfanotrofi.  
 
Si opponeva alla presenza di simboli cristiani nei luoghi pubblici. La sua retorica aggressiva le valse il soprannome di "la baby-Erode di Karl Marx". Tuttavia, quando Betti si ammalò di cancro e le cure si rivelavano inefficaci, su sollecitazione della sorella minore, ancora credente, il 14 dicembre 1949 si recò a San Giovanni Rotondo.  
 
Fu spinta a farlo anche da un sogno in cui il prete la invitava a casa sua. Dopo la messa celebrata da Padre Pio, non poté uscire dalla chiesa per molto tempo e il giorno dopo si recò da lui per confessarsi.  
 
Rinunciò alle sue idee rivoluzionarie e decise di espiare i suoi peccati e pregare per gli altri. Lasciò il partito e scrisse ai suoi ex compagni: “Ho ritrovato la pace. Pregate per me."  
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Un altro caso straordinario di conversione tramite Padre Pio è la storia di Alberto del Fante. Era membro di una loggia massonica e un feroce nemico della Chiesa.  
 
Collaborò con la rivista Italia Laica, nella quale ridicolizzava la fede; oggetto particolare delle sue prese in giro fu Padre Pio. Del Fante scrisse a riguardo che "profuma di rose, abbaglia gli occhi, restituisce la vista ai ciechi, i capelli ai calvi e la virtù alle prostitute".  
 
Sapeva quanto una furba presa in giro fosse efficace nella lotta contro la religione. Nel frattempo, la sua amata moglie si ammalò gravemente e le vennero dati solo pochi mesi di vita.  
 
Chiese al marito di andare da Padre Pio e di chiedergli una preghiera di intercessione. Del Fante si offese e le disse di lasciar perdere perché "non voleva giocare alla roulette".  
 
Tuttavia la donna non cedette e alla fine fu del Fante a cedere. Arrabbiato per la debolezza dimostrata, si presentò a San Giovanni Rotondo.  
 
Entrò in chiesa, saltando la lunga fila dei confessori, e disse direttamente al frate: «Vengo a nome di mia moglie. Ti chiede di guarirla." In risposta sentì: "Alberto, qui non giocheremo alla roulette".  
 
Il giornalista rimase senza parole. Uscì dalla chiesa ma si unì alla coda e alla fine sentì dire da Padre Pio che doveva tornare a casa perché lì lo stava aspettando sua moglie.  
 
Scoprì che era già sana e in attesa. Inutile dire che del Fante non solo si convertì, ma nonostante le critiche e gli scherni della sua ex cerchia, divenne un fervente cattolico e un sostenitore degli straordinari doni di Padre Pio.  
 
 
Fonte  
 
2025-02-16
Autore : Wojciech Roszkowski Fonte : Niedziela.pl
 
Immagini e Copyrights
1 ( © Krzysztof Tadej - Licenza CC BY-SA 3.0)  
 
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